ROCCAT: DOVE IL COLFONDO È PROTAGONISTA

ROCCAT: DOVE IL COLFONDO È PROTAGONISTA. Anteprima del Cesia 2011 e verticale di un territorio esclusivo di Martina Andretta

Giovedì 29 giugno onorando con estremo piacere l’invito della famiglia Codello, dell’azienda vitivinicola Roccat, abbiamo condiviso una singolare degustazione ambientata nella splendida cornice dell’Asolo Golf Club di Cavaso del Tomba.

Manuel Codello, giovane enologo di famiglia, ha selezionato per noi, oltre a un’anteprima assoluta, una degustazione tanto interessante quanto sorprendente.

I vini proposti, infatti, sono il frutto di un progetto che sposta l’orizzonte territoriale di coltivazione dei vitigni dalla “storica” Valdobbiadene a Cesio Maggiore, 450 s.l.m. nelle Dolomiti Bellunesi, terra anticamente vocata per la coltivazione della vite, riscoperta negli ultimi anni grazie all’aumento delle temperature globali che hanno permesso nuovamente la proliferazione della vitis vinifera.

Nel bicchiere per il primo assaggio, travestito di un inconsueto rosa cipria, un metodo charmat da uve chardonnay e pinot noir con un’interessante cremosità vellutata della bollicina e una persistente sapidità, espressione del territorio bellunese.

A seguire una verticale di annate dal 2016 al 2013 di prosecchi Colfondo ottenuti da uve glera, bianchetta e perera coltivate sempre in quel di Cesio Maggiore rigorosamente da agricoltura biologica: complessità, acidità importante ma non invasiva, una piacevole nota agrumata accompagnata da sapidità che unita a sfumature di erbe aromatiche selvatiche hanno caratterizzato questa serie di assaggi stupefacenti, che avrebbero fatto ricredere qualsiasi consumatore restio nel confronti dei prosecchi rifermentati in bottiglia.

Se il comune denominatore è stata la complessità, parte altrettanto interessante ha avuto il differente stato evolutivo dei campioni sottoposti, sul quale abbiamo avuto occasione di confrontarci col produttore in un dibattito interattivo.

Per chiudere gli assaggi a base di vitigni “valdobbiadenesi”, il 36 mesi vendemmia 2013 ottenuto da uve coltivate invece sulle Rive di San Pietro di Barbozza, zona di provenienza storica della famiglia Codello e della cantina. Last but not least, l’ospite d’onore della serata, presentato in anteprima per noi, il “Cesia” 2011, vino Colfondo da uve chardonnay e pinot bianco coltivate anch’esse in quel di Cesio Maggiore nel parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Un intrigante prodotto frutto del nuovo progetto del giovane enologo, a degna conclusione di una sorprendente batteria di assaggi.

Complessità originale e distintiva con piacevolezza di beva esemplare che sa essere anche persistente.

A coronamento della serata i vini sono stai abbinati ai piatti pensati dalla cucina dell’Asolo Golf Club diretta dal nostro collega e amico Vettorel Alessandro, tra i quali il Risotto al Prosecco con ragù di rana pescatrice e gocce allo zafferano e limone.

Colfondo forever!

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